Informazioni per aprire una lavanderia self service

La lavanderia self service è una di quelle attività dalla gestione semplice e veloce, ideale come attività part-time o per chi non ha grandi capitali da investire.

Molti sono coloro che hanno riconosciuto alle lavanderie self-service il vantaggio di poter lavare coperte , trapunte, piumoni, tappeti, sfruttando lavatrici professionali, che in poco tempo permettono di portare a casa capi puliti e asciutti.

Gli orari di apertura normalmente vanno dalle 7.00 alle 22.00 , danno la possibilità di fruire del servizio anche dopo lavoro o nei giorni festivi.

Uno dei punti cruciali per avviare una lavanderia è lo studio del posizionamento dell’attività, poiché da questo dipenderà la riuscita dell’impresa, sarà bene osservare la zona, la popolazione, le abitudini e scegliere di aprire l’attività nei pressi di caserme, ostelli, università, ospedali o nei pressi di centri commerciali, uffici postali in modo che i clienti possano sfruttare il tempo del ciclo di lavaggio per fare piccole commissioni nei dintorni, essenziale è la facilità di trovare un parcheggio vicino al negozio, poiché pochi clienti avranno voglia di girare ore con il bucato alla ricerca di un posto auto.

Per il lancio dell’attività sarà necessaria una buona campagna pubblicitaria, nella quale sarà bene sottolineare oltre all’effettivo risparmio di tempo e denaro, anche la pulizia del servizio offerto ponendo l’accento sul fatto che ad ogni lavaggio la macchina viene disinfettata a fondo (uno degli aspetti che scoraggia le casalinghe è proprio l’igiene del lavaggio), se offrite dei servizi aggiuntivi quali possono essere servizio di sartoria, fax, fotocopiatrice, postazione internet, metteteli in evidenza.

La gestione della lavanderia è semplice e si limita all’ apertura e chiusura dei locali, alla pulizia, al rifornimento dei detersivi/ammorbidenti, al ripristino della gettoniera.
Per avviare l’attività non occorre alcuna licenza, è necessaria solo l’autorizzazione del comune e le dichiarazioni di conformità dell’impianto.

Considerando che si tratta di un’attività gestibile da un’unica persona, eventualmente anche part-time, e che non necessita di grande impegno, né di investimenti consistenti, si può ipotizzare che si tratti di un buon business.

Come aprire una tintoria lavasecco

Nella nostra società, sempre più fondata sull’immagine, la necessità di indossare abiti decenti, puliti e stirati è una delle più diffuse e sicuramente tra le più importanti.

In qualunque tipo di rapporto interpersonale, lavorativo o pubblico, infatti, indossare abiti puliti e ben stirati è una questione fondamentale

Per queste ragioni, nel tempo si è potuto strutturare il mercato delle tintorie lavasecco, esercizi che possono quindi contare su un bacino d’utenza sempre più grande e sul facile accesso a molti tipi di dati statistici, fattore minimizzante al massimo il rischio d’impresa.

Esistono due modalità fondamentali per avviare un’attività di tintoria lavasecco: crearne una nuova oppure rilevarne una usata.

Volendo partire con questa ultima, le cifre oscillano  tra i 15.000 ed i 30.000 euro, a seconda del valore di avviamento e dello stato del negozio, a cui vanno eventualmente aggiunti i costi per la sostituzione dei macchinari obsoleti.

Se invece l’intenzione è quella di avviare una nuova attività, allora abbiamo due ipotesi percorribili: quella dell’esercizio in proprio, oppure la soluzione in franchising,

La prima ipotesi, quella di un’attività da condurre in proprio, comporta un’ipotesi di investimento iniziale che può aggirarsi in un intervallo tra i 40-45.000 euro e i 90.000; l’oscillazione della cifra è dovuta a variabili non prevedibili generalmente, quali la marca ed il tipo dei macchinari e l’importanza attribuita all’arredamento.

Volendo aprire un’attività in proprio sia nuova che già avviata, occorre pensare che sarà condotta da due persone, più un collaboratore occasionale da utilizzare nei periodi di punta, in concomitanza con periodi di festa oppure, come accade in alcune grandi città, in occasione di fiere o altri eventi particolari.

In questo caso la redditività può oscillare tra gli 80-90.000 euro fino ai 120.000 nel caso si aggiungano ai servizi tradizionali anche trattamenti accessori, quali la tintura o i lavori di piccola sartoria.

Da mettere sempre nel listino (come servizio incluso nel prezzo), la consegna e il ritiro dei capi a domicilio, qualcosa di sempre molto gradito a tutti i clienti.

Qualora si pensasse invece di intraprendere la strada del franchising, allora le cifre iniziali saranno diverse ma, per logica conseguenza, lo saranno anche il numero delle persone da coinvolgere nell’attività e la relativa marginalità d’esercizio. Questi negozi sorgono sempre in punti particolari, tipicamente in zone molto affollate come i centri commerciali, e prevedono almeno 5 o 6 persone di supporto.

Per questi casi l’investimento iniziale varia tra i 150.000 e i 210.000 euro, garantendo tuttavia, come detto sopra, redditività commisurate all’importanza dell’esborso di avviamento

Per tutti i casi la formazione richiede poco più di una settimana per apprendere l’uso delle macchine, mentre per l’esperienza necessaria a svolgere un servizio d’eccellenza il periodo può variare da alcuni mesi ad uno – due anni. Per questo motivo è sempre meglio attrezzarsi con una buona assicurazione al fine di coprire eventuali danni o problematiche tecniche.

Come aprire una gelateria artigianale

In merito alle attività commerciali su cui può cadere la scelta del novello imprenditore, un posto sicuramente particolare viene occupato dalla gelateria artigianale.

Il settore è infatti caratterizzato da una crescita nei consumi e nella richiesta con una costante tendenza al rialzo.

Una tendenza che si riconferma ormai da anni a questa parte e che non sembra neppure voler accennare ad un rallentamento anche solo lieve.

L’apertura di una gelateria artigianale si sta rivelando de facto come uno degli investimenti a maggior redditività e minor tempo di rientro sull’esborso iniziale, esborso che peraltro, rispetto ad altre attività commerciali o imprenditoriali, ha caratteristiche molto più ridotte.

Al giorno d’oggi, anche se può sembrare strano, è sufficiente un investimento iniziale di circa 50.000 euro per poter iniziare l’attività avendo tutte le carte in regole.

La redditività del prodotto rende i margini di vendita tra i più elevati per attività pubbliche, con un ricarico che può sfiorare il 400 per cento, pur mantenendo elevati standard qualitativi sia nella scelta delle materie prime che nella lavorazione del prodotto finito.

I tempi di rientro dell’esborso di partenza sono mediamente intorno ai 12 mesi, e senza fare particolari sacrifici, ovvero garantendosi comunque un reddito personale di tutta decenza.

Anche la richiesta nei periodi invernali è sempre maggiore, con una flessione del tutto accettabile nonostante gli sbalzi di temperatura.

In più, in questa particolare attività, la qualità viene premiata come in nessun altro campo.
Il passa parola, il tam-tam o la voce che quella tal gelateria produce un gelato squisito sono qualcosa che generano un indotto di nuovi clienti incredibilmente alto, assolutamente non paragonabile a quello di nessun altra attività.

La creatività però non è limitata alla sola produzione del gelato. Una componente importante nella creazione di una gelateria è infatti data dall’aspetto che si vuol dare al proprio locale.

La scelta dei colori, dell’arredamento e dell’estetica generale contribuiscono infatti non poco al successo del locale, creando un ambiente armonico, allegro, leggero e raffinato in cui la clientela si possa trovare a proprio agio, possa provare, per così dire un piacere accessorio a quello del gelato stesso.

Una gelateria è infatti il classico punto di ritrovo per giovani e giovanissimi, ssia in inverno che in estate, ma non solo per loro; anche gli adulti hanno bisogno di un punto di riferimento, ed un ambiente piacevole può essere sicuramente un buon punto in cui ritrovarsi tra amici.

Il gelato quindi diventa il punto focale della vendita, ma circondato da accessori, quali per esempio altri dolci tipici o cioccolata calda, accessori nei confronti dei quali è possibile trovare un campo di espressione per la propria inventiva e per la propria creatività, fornendo la possibilità di fare davvero la differenza.

Alla fine una gelateria rimane sempre un luogo in cui si somministra un piacere davvero antico. Il contatto col pubblico è fondamentale, soprattutto perchè l’espressione di piacere negli occhi di un bambino (o anche di un adulto, perchè no) quando assaggerà il nostro gelato appena fatto sarà l’indicatore più efficace del successo dei nostri sforzi.

Informazioni per aprire un autolavaggio self service

L’apertura di un autolavaggio self service può sicuramente essere considerato un’ottima forma di investimento ma, a causa dell’investimento iniziale sicuramente non a buon mercato, occorre porre molta attenzione a diversi aspetti, indispensabili alla buona riuscita del progetto.

Forse il fattore più importante da prendere in considerazione è rappresentato dal luogo in cui sarà sviluppato l’impianto; ben visibile, dovrà essere situato in un punto tale da rendere agevole sia l’accesso che lo smaltimento delle acque reflue.

Altro elemento fondamentale è il contratto di fornitura per l’acquisto dei macchinari. Le cifre in gioco non sono infatti indifferenti e, prima di prendere una qualsiasi decisione, sarà opportuno analizzare diverse proposte di finanziamento, leasing o franchising, ma sempre con la massima attenzione, soprattutto per le diverse clausole contrattuali e riguardanti il rimborso delle rate e le eventuali percentuali dovute al franchiser.

Sicuramente un punto a grande favore di questo genere di attività è rappresentato dallo scarso impegno temporale richiesto dalla cura dell’impianto. Una volta effettuato il rifornimento giornaliero dei fusti contenenti i vari liquidi detergenti infatti, oltre allo svuotamento del cambiamonete, non rimane molto da fare, e questo consentirà di affiancare lo sviluppo del nuovo investimento a qualsiasi altra attività lavorativa o commerciale.

Il margine probabile di un impianto di autolavaggio self service può anche essere molto alto, ma molto dipenderà dal tipo di investimento scelto in partenza. In caso di franchising, ad esempio, il margine dipenderà, oltre che dalla tipologia del contratto anche dalle condizioni stipulate all’interno dello stesso (e qui ritorniamo a puntare il dito e l’attenzione sul controllo attento e preventivo di tutte le clausole contrattuali prima di procedere alla firma di questo genere di impegno).

La fase di preparazione del progetto, è e rimane forse il momento più importante. E’ infatti proprio la scelta del punto in cui far sorgere il futuro impianto che condizionerà gran parte della percentuale di successo di un autolavaggio self service.

Altri punti su cui stare particolarmente attenti non ve ne sono, in quanto non occorrono licenze particolari ne iscrizioni ad albi o registri professionali per porre in essere questo genere di attività.

La remuneratività dell’impianto è garantita dalla granulare e macroscopica diffusione del parco circolante italiano, per cui sono disponibili statistiche di ogni genere che potranno aiutare nella scelta della zona in cui realizzare l’autolavaggio, ma anche dall’abitudine, diffusa soprattutto tra la clientela giovanile, di voler sempre avere un mezzo particolarmente in ordine e pulito.

Il mercato è quindi in crescita continua, più che per l’aumento delle immatricolazioni di nuovi autoveicoli, a causa dell’accresciuta necessità di allungare il più possibile la vita della propria auto.

Una buona scelta logistica e geografica del punto in cui far sorgere il futuro impianto di lavaggio self service garantirà quindi un guadagno del tutto fluido e continuo, mentre un’opportuna politica di prezzi e prestazioni farà il resto, rendendo il rischio d’impresa estremamente contenuto e permettendo un rientro il più rapido possibile del capitale inizialmente investito, consentendo quindi rapidamente una maggior redditività.

Come fare per aprire un lavaggio cani self service

L’igiene dei nostri amici a quattro zampe, si sa, è particolarmente delicata, insieme alla questione della loro pulizia periodica.

Chiunque abbia avuto l’esperienza di possedere un cane, di qualsiasi taglia e razza, sa benissimo quanto il momento del lavaggio dell’animale possa trasformarsi in una piccola tragedia, se affrontato nel bagno di casa.

Asciugamani ovunque, guaiti, manciate di peli giù dallo scarico (quasi sempre con la conclusione di otturare i tubi), scrollate di pelo e conseguente “innaffiata” di tutto il bagno (suppellettili e urla della padrona di casa incluse) e chi più ne ha, ne metta. Una piccola caporetto domestica, insomma.

Neppure l’utilizzo dei servizi offerti da negozi e centri professionali rappresenta spesso una valida alternativa, sia a causa degli elevati costi richiesti, sia per gli orari di apertura che, coincidendo con quelli lavorativi dei proprietari, rendono l’operazione ancora più costosa.

Questo quadro dovrebbe essere più che sufficiente per comprendere per quali motivi l’apertura di una centro per il lavaggio self service di cani può essere considerato a tutti gli effetti come una delle migliori forme di investimento.

Il mercato in Italia è ancora quasi completamente vergine, ed è quindi a completo appannaggio dei primi che si attrezzeranno per questo genere di attività, un’opportunità decisamente golosa.

Anche l’investimento iniziale, abituale fonte di preoccupazione per chiunque debba intraprendere una nuova attività, è estremamente contenuto. Con poco meno di 20.000 euro è infatti possibile installare già un buon impianto, completo di due box di lavaggio climatizzati, professionali e dedicati alla pulizia del cane, oltre ad un distributore automatico blindato per i prodotti di pulizia e toeletta, come shampoo, detergenti e disinfettanti ma anche ausili indispensabili quali guanti e grembiuli, rigorosamente monouso.

Investire in un lavaggio self service per cani come questo può essere davvero un’ottima formula, considerati i vantaggi che questo genere di impianto porta con se’ nei confronti dei negozi abituali, principalmente costi molto inferiori e, soprattutto, grazie all’orario di apertura non legato alla presenza di operatori umani, la libertà di lavare il cane in qualsiasi momento e quindi non solamente in orario di ufficio.

Per quanto riguarda l’impianto in se’, il principale vantaggio è costituito dal tempo necessario alla gestione dello stesso, una quantità veramente esigua di ore considerato il fatto che la manutenzione ordinaria dei macchinari è normalmente a carico della ditta produttrice e quindi rimangono solo da eseguire piccole ispezioni ed interventi oltre al rifornimento di quegli eventuali articoli in esaurimento nel distributore automatico.

Quest’ultimo fattore è di particolare importanza e a favore della decisione di aprire un’attività di lavaggio self service per cani, in quanto può tranquillamente permettere di affiancare il nuovo esercizio alla consueta attività lavorativa, cosa che consente una notevole tranquillità.

Con il passare del tempo, inoltre, sarà possibile ampliare il lavaggio self service affiancando anche altre attività, come per esempio un reparto di toelettatura specializzata, ovviamente gestito da personale competente e professionale, che contribuirà a rendere ancora più remunerativo l’investimento iniziale.

Come fare per aprire un negozio automatico

Il sogno di ogni imprenditore, di qualsiasi taglio egli sia, è di intraprendere un’attività che richieda la minor quantità di impegno e tempo personale possibili e che possa rendere denaro in modo sempre più autonomo o, comunque, a fronte di un impegno particolarmente ridotto.

Una possibile risposta a questo genere di progetto è l’apertura di un negozio automatico self service.

Questo genere di negozi sta piano piano comparendo in tutte le città, ma il mercato è ancora agli inizi e quindi la possibilità di catturarne una parte è ancora molto elevata.

Un negozio automatico presenta, rispetto alla controparte tradizionale, una congrua serie di vantaggi che, una volta esaminati, possono offrire spunti e possibilità di sicuro interesse.

L’investimento iniziale, ad esempio, è sicuramente uno tra i più bassi di quelli mediamente necessari a far partire una nuova attività.

Per una configurazione media, comprensiva di blindatura e cambiamonete, infatti, l’onere di tale investimento si attesta mediamente tra i quarantamila ed i cinquantamila euro, comprese le quantità di articoli necessarie a garantire una corretta rotazione di magazzino.

Il tempo di rientro dell’investimento iniziale dipende ovviamente da tantissimi fattori ma, per quanto variabile, non supera abitualmente i pochi mesi dall’inizio dell’attività di vendita.

Questo soddisfa quindi il requisito dell’attività di essere qualcosa che inizi rapidamente a produrre una rendita che non vada a discapito del tempo personale dell’esercente, il quale può così affiancare la conduzione del negozio automatico self-service a qualsiasi altra attività lavorativa.

Il periodo di apertura di ventiquattro ore su ventiquattro consente infatti, oltre che ricoprire un periodo in cui tutti gli altri negozi ordinari sono chiusi, anche di provvedere in tali orari agli eventuali rifornimenti e manutenzioni, preservando così il tempo necessario all’espletamento di altre attività.

La tipologia di prodotti vendibili in questo genere di negozi è soggetta agli stessi limiti di qualsiasi altra attività commerciale ma, a differenza di tutti gli altri tipi di negozio, consente una diversificazione anche imponente dei prodotti offerti alla vendita, dalle bevande calde e fredde agli snack e dolci confezionati per proseguire verso altri prodotti alimentari e non fino alla distribuzione di pasti preparati automaticamente anche se al momento.

Chiaramente si rende necessaria, in fase progettuale un’attenta indagine sulle esigenze della popolazione residente a breve o media distanza dall’installazione per poter avere una buona probabilità di incontrare la richiesta del pubblico.

Ad esempio, la somministrazione di pasti preconfezionati, anche se riscaldati al momento, può non essere indicata per tutti i territori mentre la distribuzione di complementi alimentari quali olio o pasta (o anche latte, come già si vede in alcuni punti particolari), può avere maggiori probabilità di incontrare i favori del pubblico.

Ad ogni modo, la possibilità di accesso a regimi fiscali agevolati e, in alcuni casi particolari, anche a contributi statali, regionali e provinciali (di cui alcuni addirittura a fondo perduto), contribuisce a minimizzare non poco l’esborso iniziale e di conseguenza ad abbassare il rischio d’impresa, di per se’ già non particolarmente alto.

L’apertura di un negozio automatico self service rappresenta quindi una valida alternativa all’intraprendere altre attività, all’apparenza più remunerative ma certamente sottoposte sia a rischi maggiori che investimenti più onerosi sia in termini economici che di tempi di rientro.

Suggerimenti per aprire un parrucchiere da donna

Un parrucchiere per donna è sicuramente un genere di esercizio estremamente conveniente per chi decida di effettuare un investimento su un’attività in proprio.

Innanzitutto la redditività: si va dal 10 al 15 per cento annuo, con possibilità, e questo è il fattore più interessante, pressoché infinite di espansione del business.

Un parrucchiere per donna infatti, avendo a listino una serie impressionante di possibili trattamenti, genera un indotto automatico nella vendita dei prodotti usati.

Il mercato della cosmesi del capello è da sempre in costante ascesa, quasi mai limitato nei numeri o nel fatturato, in costante crescita.

La popolazione femminile infatti rappresenta il bacino di utenza più espanso in assoluto e, benché a volte difficile da soddisfare, ricordiamo che sono davvero poche quelle donne che non si permettono di tanto in tanto una capatina dal parrucchiere.

D’altronde, le occasioni in cui una donna sente l’esigenza di essere in ordine, a partire dalla capigliatura, non sono affatto rare; una cena con amici, una serata romantica o un colloquio di lavoro, anche la semplice presenza in un ufficio richiedono un certo ordine ed una certa costanza nel mantenimento dello stesso.

Di qui la frequenza con cui una donna si rivolge al proprio parrucchiere, frequenza ovviamente maggiore di quella con cui un uomo mette piede dallo stesso.

E proprio su questo aspetto si basano le possibilità di espansione del mercato citate in apertura.
Se l’investimento iniziale è infatti tipicamente abbastanza contenuto, è anche vero che vi sono abbondanti possibilità di trovare macchinari usati in ottime condizioni.
Questo consente di spostare l’attenzione nell’acquisto di avviamento dalle macchine ai prodotti che accompagnano questa professione.

Oggi la qualità è l’unico fattore che davvero può fare pendere l’ago della bilancia a favore di una attività piuttosto che di un’altra. E la percezione della qualità non viene solo dall’uso di prodotti costosi o di lusso, ma può provenire (e spesso proviene) soprattutto da qualcosa di ineffabile che la cliente coglie all’ingresso nel nuovo salone.

Una ricerca nei profumi, ad esempio, una particolare gentilezza e dolcezza nell’accogliere la cliente, sono in grado di agire come fattore fidelizzante più di mille offerte speciali e promozioni.

Ricordiamo che infine una grossa mano ci viene dalla psicologia comportamentale femminile che spiega come le donne amino trovare nel proprio parrucchiere un confidente, un consulente oltre che, soprattutto, un complice nella scelta e nella proposta della propria femminilità, espressa da un taglio o da un’acconciatura particolari, piuttosto che da una serie di mesh applicate con sapienza.

Ma una volta che una donna sceglie un parrucchiere, allora rimarrà fedele a quell’esercizio per molto tempo, anche per anni.

E questo è un altro immenso vantaggio dell’apertura di un parrucchiere per donna rispetto ad altre attività: l’elevata probabilità di sviluppare una clientela affezionata in grado di fornire un introito più o meno costante all’attività stessa.

Infine non dimentichiamo la soddisfazione personale del novello imprenditore nel poter esprimere al meglio il proprio talento nel costruire un ambiente caldo, armonico ed accogliente, una soddisfazione che in questo genere di attività è particolarmente facile da raggiungere, essendovi un limite esclusivamente nella fantasia usata per raggiungere il risultato voluto.

Come fare per aprire un centro estetico

Il panorama delle possibili attività offre raramente possibilità come quelle presentate dall’apertura di un centro estetico.

Un primo fattore, forse il più importante è il margine: sicuramente uno dei più alti in tutti i sensi. Sono infatti normali, per quanto riguarda questo genere di attività, percentuali di redditività comprese tra il 40 ed il 50 per cento, di certo un margine di tutto rispetto.

Per contro l’investimento iniziale non richiede solitamente un impegno troppo oneroso, grazie anche alle diverse soluzioni di leasing e finanziamento offerte dagli stessi produttori dei macchinari tipici di questo genere di impresa. A questo proposito, occorre ricordare che non è obbligatorio partire da subito con attrezzature nuove di fiamma. E’ possibile trovare apparecchi usati di ottima qualità e che offrono garanzie piuttosto elevate di qualità. Questo, unitamente alla marginalità che, come detto poco sopra, è sicuramente tra le più elevate, garantisce un rientro dell’investimento iniziale che può rivelarsi anche sorprendentemente breve.

Aprire un centro estetico tuttavia implica anche realizzare un ambiente armonico, raffinato ed elegante, cosa che non può che gratificare chiunque, quindi non solo la clientela ma anche chi vi svolge la propria attività lavorativa, che potrà trarre da ciò utili elementi di crescita personale.

Altro punto a favore dell’idea di aprire un estetista è indubbiamente il bacino d’utenza, estremamente vasto, la cui dimensione è in costante crescita. Un fenomeno sicuramente dovuto alla sempre maggiore pregnanza della forma, non solo fisica ma anche qualitativa in generale, nei rapporti interpersonali di ogni genere, sia in ambito privato che pubblico e lavorativo.

Da segnalare, a questo proposito, il sempre maggior numero di uomini che si rivolgono a strutture di questo tipo, sia per risolvere problematiche cutanee o estetiche di tipo generale, sia per il puro piacere di dedicare un’ora esclusivamente a se stessi.

Oltre ai servizi estetici, vi è inoltre da tenere presente la possibilità di commercializzare tutta una serie di prodotti cosmetici il cui mercato è forse ancora più fiorente di quello dei servizi stessi. Un mercato la cui qualità è garantita da stretti standard produttivi e che può vantare, come quello dei servizi, di una stabilità a tutta prova.

Un pizzico di esperienza e di conoscenza, entrambi fattori destinati a crescere con il passare del tempo, assieme ad un po’ di sana oculatezza ed attenzione, saranno sufficienti a consentire alla nuova impresa di affiancare all’attività estetica vera e propria anche quella di vendita di prodotti cosmetici.

Questo, oltre a costituire un canale supplementare di introito, garantisce anche quella diversificazione dell’investimento grazie a cui affrontare i periodi di calo fisiologico stagionale nei servizi, offrendo una compensazione grazie alla vendita diretta dei prodotti. L’effetto sinergico tra i due canali di attività offrirà poi ulteriori interazioni nel business quotidiano, aiutando sia nella soddisfazione della clientela che nella relativa fidelizzazione attiva.

Aprire un centro estetico è quindi sicuramente un buon modo per iniziare una nuova attività, ma anche un’interessante occasione per mettere in gioco anche il proprio talento espressivo e inventivo.

Come aprire un negozio di telefonia mobile

La telefonia mobile, grazie alla guerra scoppiata tra i produttori di smartphone (iPhone e Android in testa a tutti), ricopre un settore che, per quanto paradossale questo possa sembrare, non risente in alcun modo della cristi economica di questo periodo.

A quanto pare infatti lo smartphone di ultima generazione rimane sempre uno dei massimi oggetti di desiderio dell’italiano medio, qualcosa che, a conti fatti, sembra sostenere in toto l’economia del settore.

Tuttavia, a causa delle campagne promozionali delle maggiori compagnie attuali che, grazie alle enormi possibilità economiche, possono mettere in atto economie di scala particolarmente aggressive, la sola vendita di apparecchi cellulari deve essere del tutto sconsogliata come attività univoca, e deve quindi essere sostenuta da attività collaterali che garantiscano una solida base di income costante.

Innanzitutto verrebbe da dire che la materia prima rinvenibile con minor frequenza sia la competenza.
Il mercato è infatti inondato di personaggi dalla competenza tecnica praticamente nulla ma che si professano esperti del settore, con i ben noti disagi per la clientela: telefoni che non servono a quello per cui sono stati acquistati, malfunzionamenti, difficoltà della clientela nell’accedere alle funzioni, e così via.

Offrire una competenza rispettabile e di buon livello come corredo alla vendita potrebbe quindi già essere qualcosa che vi distinguerà dalla massa, provocando magari qualche feedback positivo che, ricordiamo, alla fine è sempre la miglior forma di pubblicità.

Per quanto riguarda l’offerta vera e propria di hardware, il suggerimento è quello di affiancare alla vendita pura e semplice anche l’assistenza per le problematiche di maggior incidenza. Non è un segreto per nessuno infatti che, per una rottura di schermo, per fare un esempio, con l’assistenza (peraltro non gratuita) delle compagnie di telefonia, i tempi di attesa sono a volte infiniti.

Ecco allora che offrire un servizio di riparazione e sostituzione per tutte quelle parti che non necessitano di particolari competenze produttive, può rappresentare un buon modo per pilotare la clientela verso il proprio negozio anzi che verso la concorrenza.

Anche il mercato degli accessori, forse anche più vivo di quello dei terminali, è qualcosa da tenere in serissima considerazione in quanto consente una marginalità a volte maggiore degli articoli più blasonati.

Combinare quindi questi tre generi di offerta, condendo il tutto con una buona dose di professionalità e competenza potrebbe essere il segreto per aprire un’attività e mantenerla a livelli di redditività adeguati per i tempi e quindi di buona soddisfazione per il novello imprenditore.

Come fare per aprire una pensione per cani

Quella di aprire una pensione per cani è una classica attività di nicchia che però può ancora dare buoni margini di redditività.

Il numero di animali da compagnia, pur di diverse taglie e generi, è in costante aumento e, di conseguenza, in aumento è pure il numero di proprietari alle prese con i problemi delle ferie, per quanto parziali, e dei trasporti.

Non sono molte le ottemperanze indispensabili per legge, cosa ce rende l’idea senz’altro più facilmente implementabile. Basta infatti un’autorizzazione della ASL conseguente all’ottenimento dell’idoneità della struttura da parte della stessa.

Per quanto riguarda la localizzazione, dovrà essere posta ad una distanza minima di 500 metri dagli altri edifici più vicini ed essere raggiunta da acquedotto e rete elettrica.

I requisiti minimi per i singoli box riguardano esclusivamente la metratura che non deve essere inferiore ai due metri quadri.

Se così poche indicazioni non creano problemi alla realizzazione, lasciano anche molta possibilità di spaziare nelle idee e nelle soluzioni per fornire il massimo comfort agli ospiti a quattro zampe.

Senza voler incedere negli estremismi tipici americani (negli Stati Uniti esistono pensioni per cani che farebbero invidia all’Hilton), per chi fa questo tipo di lavoro è importante comprendere che il benessere degli animali è la questione primaria.

Ecco allora che il materiale con cui saranno costruiti i box saranno di ottima qualità, con una realizzazione ovviamente a prova d’acqua, e dotati di riscaldamento per il periodo invernale e di ottimo isolamento termico per evitarne il surriscaldamento nei periodi estivi.

Essenziale è per questo una copertura d’ombra al verde, magari fornita da alberi di vario tipo. Ogni box sarà dotato quindi anche di una zona aperta oltre che di quella di ricovero/cuccia.

Ricordiamo che chi deve affidare il proprio amico a quattro zampe deve poter riporre la massima fiducia sia nella struttura che nel personale, per avere la sensazione di lasciare l’animale in mani sicure e competenti.

Una buona idea può essere quella di sfruttare delle piccole webcam che diano la possibilità ai proprietari di dare un’occhiata ai propri animali anche da grande distanza. Un servizio che sicuramente è gradito a tutti.

Anche un servizio di toelettatura periodica, una tantum o su richiesta sarà sicuramente un’offerta molto gradita, soprattutto da sfruttare in prossimità del rientro a casa.

L’immagine data dall’installazione in termini di pulizia e disinfezione avrà comunque importanza fondamentale, unitamente all’impressione che le persone cui saranno affidati gli animali nutrano un’autentica passione in questi termini.

Un impatto importantissimo che potrà fare la differenza sulla decisione dei potenziali clienti.